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Omicron-2 il caso Calabria

Categoria: Notizie Pubblicato: Giovedì, 31 Marzo 2022 Scritto da Super User

La crescita dei casi di positività alla variante Omicron 2 si rileva in tutte le regioni ma è più marcata al Centro e al Sud, dove si registra anche l’incidenza più alta.

Nello specifico per quanto attiene la Provincia di Cosenza il bollettino ufficiale della Regione Calabria rileva che al 30 marzo 2022 i casi attivi sono 32468 di cui 140 in reparto, 5 in terapia intensiva , 32323 in isolamento domiciliare.

Omicron 2 ha una contagiosità superiore a quella di altri coronavirus  e rispetto alle altre varianti di Sars-CoV-2. Si stima che sia più contagiosa del 30% rispetto alla versione base.  Omicron 2 ha già superato Omicron 1 in 7 Regioni. In Calabria si attesta al 36,2%.

Rispetto alla versione tradizionale la variante Omicron2 presenta una sintomatologia più blanda spesso confusa con un normale raffreddamento molto comune nei mesi infernale soprattutto nei bambini. Naso che cola, febbre, mal di testa, stanchezza con dolori muscolari, starnuti e mal di gola sono i  sintomi più segnalati. Nei bambini colpiti dalla variante Omicron (B.1.1.529) sembrano manifestare anche sintomi associati alla laringotracheobronchite, un'infiammazione delle vie aeree (studio, pubblicato sulla rivista Pediatrics, condotto dagli scienziati del Boston Children's Hospital).  Nelle forme più gravi, spiegano gli autori, può compromettere le capacità respiratorie.

A causa della velocità di diffusione della variante Omicron si avrà un impatto sul nostro sistema sanitario. Tutti i ricoveri ospedalieri vengono sottoposti a screening per il covid-19 una percentuale sostanziale di questi ricoveri sarà tra individui che arrivano in ospedale per motivi non covid che hanno un’infezione asintomatica da Sars-CoV-2. Tutto ciò si traduce in difficoltà nella gestione sanitaria : interventi rimandati, carenza di personale, problemi per isolare i pazienti infetti da quelli non infetti.

A tutto questo si aggiunge che ancora una volta risorse da destinare ai percorsi non covid verranno indirizzati al covid con un sovra-costo significativo per tutto il sistema di cura.

Dal 1 aprile 2022 si chiude la fase dell’emergenza pandemica non smetteremo mai di sottolineare che tra le misure da non abbandonare oltre la vaccinazione l’importanza della prosecuzione nell’utilizzo delle mascherine negli ambienti chiusi, dove il rischio di contagio risulta molto elevato.

 

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